giovedì 16 ottobre 2008

SCIOPEROcomitato degli iscritti università degli studi di Milano cgil@unimi.it www.cgil.unimi.it 13 ottobre 2008

LA FLC-CGIL DI ATENEO ADERISCE ALLO SCIOPERO DEL 17/10



Riteniamo che in un momento in cui si moltiplicano gli attacchi contro il pubblico impiego e, soprattutto, l'istruzione, anche le lavoratrici e i lavoratori dell'università debbano dare dei forti segnali di lotta.
L'università, in realtà, è il settore più colpito, ancor più della scuola, ma di ciò c'è scarsa percezione, anche all'interno degli atenei.
Per questo motivo siamo tra i promotori degli Stati Generali di Ateneo, che si terranno il 21/10 in aula magna, e che rappresenteranno, per noi, un secondo importantissimo passo.
Sappiamo bene che in molti sono infastiditi dal fatto che spesso vengono proclamati scioperi in giornate diverse da sigle diverse.
Noi siamo convinti del fatto che tutte le sigle dovrebbero scioperare nello stesso giorno, anche, nel caso, con parole d'ordine diverse. Lo sciopero, per essere incisivo, deve essere il più unitario possibile.
In questo spirito, in assenza di altre convocazioni di sciopero per l'università, diamo indicazione di scioperare il 17/10.
Qualcuno pensa che uno sciopero per il settore università sia prematuro, in quanto i problemi seri per la chiusura dei bilanci verranno solo nel 2010. In realtà già dal prossimo contratto d'ateneo la legge 133 ci impone di tagliare il salario accessorio del 10% e già da gennaio 2009 scatta un sostanziale blocco del turn over.



E' vero che dobbiamo prepararci a una lunga stagione di protesta, ma è fondamentale partire subito. Ed è necessario avere chiaro il nostro obiettivo: il ritiro della l.133.


SCIOPERO
VENERDI 17 OTTOBRE 2008 DALLE 8,30
VIA FESTA DEL PERDONO
STATI GENERALI
21 OTTOBRE 2008

martedì 30 settembre 2008

Attacco gravissimo all'istruzione pubblica

Il governo ha varato lo scorso agosto, in vista della legge finanziaria, la legge 133/08: un provvedimento che causerà danni irreparabili alle Università pubbliche.
In primo luogo prevede la riduzione del Fondo di finanziamento ordinario delle università di 1.441,5 milioni di euro nell’arco di cinque anni e, per compensazione, da via libera alla possibilità da parte dei Senati Accademici di deliberare la trasformazione delle Università pubbliche in fondazioni di diritto privato. In tal modo, si spiana la via all’ingesso del capitale privato, per giunta esentasse! Tutto ciò si chiama privatizzazione!
Ne consegue che le attività di ricerca diverrebbero non più libere ma indirizzate verso i campi più redditizi, danneggiando in primo luogo le facoltà umanistiche r minando l’autonomia del sapere.
Le tasse aumenteranno ulteriormente, venendo meno i finanziamenti diretti dello Stato. A essere penalizzati saranno ancora una volta gli studenti provenienti da famiglie a basso reddito, che si vedranno restringere le opportunità di proseguire gli studi per ragioni economiche, che nulla hanno a vedere con l’ipocrita propaganda sul tema della "meritocrazia". È indubbia la volontà di selezionare una classe dirigente ad hoc tra le élites economiche.
Vi è il fondato rischio di penalizzare la ricerca. Con il blocco delle assunzione, sarà possibile stabilizzare un ricercatore ogni cinque docenti che vanno in pensione. Gli assistenti più anziani andranno avanti, non ne verranno assunti di nuovi: i giovani saranno quindi tagliati fuori.
Identico meccanismo sarà applicato anche al personale tecnico-amministrativo: il 20% degli impiegati verrà licenziato. Per chi resterà le condizioni di lavoro peggioreranno, con un conseguente degrado del funzionamento delle attività universitarie.
Tutto ciò nell’attuale contesto di sfruttamento del lavoro degli studenti in stage sottopagati, sempre nell’interesse dei privati.
La Legge 133/2008 è stata vergognosamente approvata durante la chiusura estiva degli atenei rendendo impossibile la mobilitazione del mondo universitario.
Difendiamo il diritto allo studio!


Università in lotta